Il fotovoltaico ha bisogno di un cambio di rotta dal punto di vista comunicativo, perché attualmente il settore finisce sulle prime pagine dei giornali più per le polemiche legate ai costi del suo sistema di incentivazione che non per i benefici apportati. Ne è convinta l'associazione di categoria Gifi-Anie, che ha presentato un dossier intitolato “Tutta la verità sul fotovoltaico in Italia”, che si pone per l'appunto l'obiettivo di evidenziare presso istituzioni e opinione pubblica i vantaggi derivanti dallo sviluppo del solare.
La necessità di questo cambio d'immagine è emersa dopo le vicende della scorsa primavera: la discussa riforma del quarto Conto energia è arrivata a traino dei dati sul caro incentivi, a cui il variegato mondo delle associazioni di settore non è riuscito a contrapporre un efficace messaggio positivo. «L'informazione parziale ha portato il Governo a prendere delle decisioni sbagliate - ha spiegato Valerio Natalizia, presidente Gifi-Anie -. Il famoso decreto rinnovabili dello scorso marzo ha bloccato il settore per 3 mesi, creando un'incertezza nociva per il comparto. Anche tutte le situazioni di illegalità vera o presunta che hanno coinvolto le rinnovabili sono state ingigantite dai mass media». Il dossier di risposta, innanzitutto, prende le mosse dai numeri del fotovoltaico che, come noto, ha già abbondantemente superato l'obiettivo di 8 GW stabilito dal Piano energetico nazionale per il 2020. Il solare nazionale viaggia infatti abbondantemente sopra gli 11 GW, anche se, secondo Natalizia, i numeri record delle ultime settimane sono soprattutto da attribuire alle ritardate comunicazioni di entrata in esercizio di molti grandi impianti piuttosto che a un vero fermento del settore.
Il fotovoltaico, comunque, nel periodo gennaio-agosto 2011 ha generato ben il 3% dell'elettricità nazionale, (percentuale che sale al 6% nel solo mese di agosto) riducendo così le importazioni di fonti fossili per circa 2 Mtep. Proprio l'aumento della produzione da una fonte intermittente come il solare ha da più parti suscitato allarmi per la tenuta della rete elettrica, ma secondo Gifi le difficoltà possono essere ampiamente superate e gestite ricorrendo a tecnologie per la gestione intelligente dell'energia (Smart grid), dell'accumulo (batterie e veicoli elettrici) e del pompaggio idroelettrico, oltre che da appositi interventi organizzativi per una migliore gestione del mercato elettrico.
La questione che interessa maggiormente l'opinione pubblica è però rappresentata dal costo degli incentivi e dal loro impatto sulle bollette elettriche. Secondo il dossier Gifi, nel 2010 i sussidi al fotovoltaico sono costati in tutto 826 milioni di euro, circa un quinto degli oneri complessivi della componente A3 ed appena l'1,5% della bolletta elettrica totale. «Da un costo di 8 milioni di euro per GWh il fotovoltaico è sceso oggi a 2 milioni e diminuirà ulteriormente a 1,4 - ha puntualizzato Natalizia -. Gli incentivi hanno dunque già intrapreso un percorso virtuoso e quando, tra non molto, raggiungeremo la grid parity, se ne potrà fare a meno del tutto. Noi d'altronde abbiamo sempre considerato i sussidi non come un fine ma, piuttosto, come un mezzo per far maturare questa tecnologia». Buona parte di questi incentivi resta sul territorio nazionale, nonostante la debolezza della nostra produzione industriale: il peso del costo dei moduli sul totale dell'investimento di un impianto tipo è infatti diminuito nel corso degli anni dal 70 al 25%, dunque la filiera della Penisola, molto organizzata a valle, partecipa pienamente al business del settore.
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venerdì 28 ottobre 2011
giovedì 6 ottobre 2011
detrazione 55% led
Come si applica:
Il DECRETO LEGISLATIVO del Presidente della Repubblica 30 maggio 2008, n. 115. Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali dell'energia con riferimento all'art. 2 punto D, dice: «risparmio energetico»: la quantità di energia risparmiata, determinata mediante una misurazione o una stima del consumo prima e dopo l'attuazione di una o più misure di miglioramento dell'efficienza energetica, assicurando nel contempo la normalizzazione delle condizioni esterne che influiscono sul consumo energetico. (fonte Decreto Legislativo del Presidente della Repubblica 30 maggio 2008 n. 115).
In cosa consiste:
L'agevolazione consiste nel riconoscimento di detrazioni d'imposta nella misura del 55 per cento delle spese sostenute, da ripartire in rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione, diverso in relazione a ciascuno degli interventi previsti. Si tratta di riduzioni dall'Irpef e dall'Ires concesse per interventi che aumentino il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti e che riguardano, in particolare, le spese sostenute per la riduzione del fabbisogno energetico (per il riscaldamento, il raffreddamento, la ventilazione, l'illuminazione).(fonte Agenzia delle Entrate, documento "le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico", aggiornata con la legge finanziaria 2008).
A chi interessa:
Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d'impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l'immobile oggetto di'intervento. (fonte Agenzia delle Entrate, documento "le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico", aggiornata con la legge finanziaria 2008).
Un esempio su tutti:
Di illuminazione Pubblica a Led si è parlato a REPORT, una trasmissione di RAI 3, citando il caso di Torraca, cittadina della provincia di Salerno, che ha trasformato tutta l'illuminazione pubblica tradizionale in illuminazione a LED. I risultati sono i seguenti: risparmio energetico valutato in circa il 65%, riduzione dei costi di manutenzione del 50%, riduzione dell'inquinamento luminoso del 90%.
SMALTIMENTO delle LAMPADE
Le lampade ad alta efficienza a fine vita vanno gestite all'interno del sistema Raee. L'utilizzo delle lampade fluorescenti compatte ad alta efficienza, al posto di quelle tradizionali a incandescenza, comporta indubbi vantaggi ambientali: a parità di luce emessa consumano infatti fino all'80% in meno, ma contengono sostanze altamente inquinanti (mercurio e polveri fluorescenti) che, se non raccolte e smaltite correttamente, possono produrre più danni all'ambiente rispetto ai benefici preventivati. I LED non presentano gli inconvenienti tipici dei sistemi di illuminazione tradizionali. In caso di guasto o di termine del loro ciclo di vita, possono essere smaltiti come un normale rifiuto elettrico, non presentando le difficoltà tipiche degli apparati dotati di mercurio o gas particolari.
UN RISPARMIO DI TEMPO QUINDI, MA ANCHE DI DENARO.
Una normativa Europea prevede che saranno messe al bando tutte le lampade ad incandescenza . La luce, in una nazione come l'Italia, contribuisce al 19% dei consumi dell'energia elettrica. Se tutta l'illuminazione mondiale passasse a soluzioni a basso consumo energetico, potremmo risparmiare annualmente 120 miliardi di Euro in elettricità e 630 milioni di tonnellate di C02, pari alle emissioni di 500 centrali elettriche o a 1.800 milioni di barili di petrolio.
Il DECRETO LEGISLATIVO del Presidente della Repubblica 30 maggio 2008, n. 115. Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali dell'energia con riferimento all'art. 2 punto D, dice: «risparmio energetico»: la quantità di energia risparmiata, determinata mediante una misurazione o una stima del consumo prima e dopo l'attuazione di una o più misure di miglioramento dell'efficienza energetica, assicurando nel contempo la normalizzazione delle condizioni esterne che influiscono sul consumo energetico. (fonte Decreto Legislativo del Presidente della Repubblica 30 maggio 2008 n. 115).
In cosa consiste:
L'agevolazione consiste nel riconoscimento di detrazioni d'imposta nella misura del 55 per cento delle spese sostenute, da ripartire in rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione, diverso in relazione a ciascuno degli interventi previsti. Si tratta di riduzioni dall'Irpef e dall'Ires concesse per interventi che aumentino il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti e che riguardano, in particolare, le spese sostenute per la riduzione del fabbisogno energetico (per il riscaldamento, il raffreddamento, la ventilazione, l'illuminazione).(fonte Agenzia delle Entrate, documento "le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico", aggiornata con la legge finanziaria 2008).
A chi interessa:
Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d'impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l'immobile oggetto di'intervento. (fonte Agenzia delle Entrate, documento "le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico", aggiornata con la legge finanziaria 2008).
Un esempio su tutti:
Di illuminazione Pubblica a Led si è parlato a REPORT, una trasmissione di RAI 3, citando il caso di Torraca, cittadina della provincia di Salerno, che ha trasformato tutta l'illuminazione pubblica tradizionale in illuminazione a LED. I risultati sono i seguenti: risparmio energetico valutato in circa il 65%, riduzione dei costi di manutenzione del 50%, riduzione dell'inquinamento luminoso del 90%.
SMALTIMENTO delle LAMPADE
Le lampade ad alta efficienza a fine vita vanno gestite all'interno del sistema Raee. L'utilizzo delle lampade fluorescenti compatte ad alta efficienza, al posto di quelle tradizionali a incandescenza, comporta indubbi vantaggi ambientali: a parità di luce emessa consumano infatti fino all'80% in meno, ma contengono sostanze altamente inquinanti (mercurio e polveri fluorescenti) che, se non raccolte e smaltite correttamente, possono produrre più danni all'ambiente rispetto ai benefici preventivati. I LED non presentano gli inconvenienti tipici dei sistemi di illuminazione tradizionali. In caso di guasto o di termine del loro ciclo di vita, possono essere smaltiti come un normale rifiuto elettrico, non presentando le difficoltà tipiche degli apparati dotati di mercurio o gas particolari.
UN RISPARMIO DI TEMPO QUINDI, MA ANCHE DI DENARO.
Una normativa Europea prevede che saranno messe al bando tutte le lampade ad incandescenza . La luce, in una nazione come l'Italia, contribuisce al 19% dei consumi dell'energia elettrica. Se tutta l'illuminazione mondiale passasse a soluzioni a basso consumo energetico, potremmo risparmiare annualmente 120 miliardi di Euro in elettricità e 630 milioni di tonnellate di C02, pari alle emissioni di 500 centrali elettriche o a 1.800 milioni di barili di petrolio.
giovedì 14 luglio 2011
DETRAZIONE FISCALE LED
Detrazione fiscale del 36% per acquisto di lampade Led (S.O.G.U. n. 299 del 27/12/2006)
L. 27 dicembre 2006 n. 296 (legge finanziaria 2007). Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Art. 1 (estratto).
Comma 354 (Detrazione spese per sostituzione, nel settore commerciale, di apparecchi illuminanti e lampade a incandescenza con altri/e ad alta efficienza e installazione di regolatori di flusso luminoso).
Comma 354 (Detrazione spese per sostituzione, nel settore commerciale, di apparecchi illuminanti e lampade a incandescenza con altri/e ad alta efficienza e installazione di regolatori di flusso luminoso).
Ai soggetti esercenti attività d’impresa rientrante nel settore del commercio che effettuano interventi di efficienza energetica per l’illuminazione nei due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2006, spetta una ulteriore deduzione dal reddito d’impresa pari al 36 per cento dei costi sostenuti nei seguenti casi:
- sostituzione, negli ambienti interni, di apparecchi illuminanti con altri ad alta efficienza energetica, maggiore o uguale al 60 per cento;
- sostituzione, negli ambienti interni, di lampade ad incandescenza con lampade fluorescenti di classe A purché alloggiate in apparecchi illuminanti ad alto rendimento ottico, maggiore o uguale al 60 per cento;
- sostituzione, negli ambienti esterni, di apparecchi illuminanti dotati di lampade a vapori di mercurio con apparecchi illuminanti ad alto rendimento ottico, maggiore o uguale all’80 per cento, dotati di lampade a vapori di sodio ad alta o bassa pressione o di lampade a ioduri metallici;
- installazione o integrazione, in ambienti interni o esterni, di regolatori del flusso luminoso.
La legge finanziaria 2007 (riportata qui per estratto limitatamente al comma 354), nell’intento di promuovere il risparmio energetico, dispone – tra le altre provvidenze – incentivi destinati al settore commerciale per la sostituzione di apparecchi illuminanti e lampade ad incandescenza con altri dispositivi a maggior efficienza, oltre all’installazione di regolatori di flusso luminoso.
Tali incentivi consistono in una detrazione di imposta pari al 36% di quanto speso, senza massimale di spesa.
Tali incentivi consistono in una detrazione di imposta pari al 36% di quanto speso, senza massimale di spesa.
Per installare impianti di energia rinnovabile servirà un patentino
Di qui ai prossimi due anni, per mano delle Regioni, nascerà un nuovo sistema di rilascio di certificazioni, decisivo per la vita delle imprese. Il decreto, all’articolo 13, fissa il percorso di qualificazione necessario per gli installatori di impianti per la produzione di energia rinnovabile. Servirà per caldaie, caminetti e stufe a biomasse, sistemi solari fotovoltaici e termici, sistemi geotermici a bassa entalpia, pompe di calore.
A partire dal primo gennaio del 2013, per coloro che non sono già abilitati secondo le regole del Dm 37, servirà un titolo di formazione professionale rilasciato nel rispetto delle regole del decreto e preceduto da un adeguato periodo di formazione.
Fonte: energymanager.net
CONTO ENERGIA 2011-2012 GAZZETTA UFFICIALE
Con la pubblicazione nella Gazzetta UfficialeGU n. 109 del 12-5-2011 ) del decreto 5 maggio 2011 recante ‘Incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici’ finisce ufficialmente l’attesa degli operatori italiani per il nuovo regime di sostegno al fv italiano. Il Quarto Conto Energia prenderà così il posto del Terzo Conto Energia, valido fino a fine mese, a partire dal 1 giugno. Oltre ai tagli alle tariffe incentivanti (allegato 5 del decreto) molte le novità introdotte.
Il decreto, dunque, si applica agli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio in data successiva al 31 maggio 2011 e fino al 31 dicembre 2016, per un obiettivo indicativo di potenza installata a livello nazionale di circa 23.000 MW, corrispondente ad un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro. A differenza del precedente regime di incentivazione vengono introdotti limiti di spesa, cui corrispondono obiettivi indicativi di potenza. Importante, per individuare le tipologie di impianti sottoposti a questi ‘cap’ ladistinzione fatta tra piccoli e grandi impianti. I primi – si legge all’articolo 3, comma 1, lettera u, “sono gli impianti fotovoltaici realizzati su edifici che hanno una potenza non superiore a 1000 kW, gli altri impianti fotovoltaici con potenza non superiore a 200 kW operanti in regime di scambio sul posto, nonché gli impianti fotovoltaici di potenza qualsiasi realizzati su edifici ed aree delle amministrazioni pubbliche.” Norma che avvantaggia notevolmente, come si vede, gli enti pubblici. I grandi impianti sono quelli invece diversi da quelli di cui alla lettera u). La distinzione tra piccoli e grandi impianti è fondamentale perché solo a questi ultimi vengono applicati subito i limiti di spesa e di potenza: dunque già a partire dal 1 giugno e per il periodo fino al 31 dicembre 2011 e poi per tutto l'anno 2012. I cap si applicheranno invece a tutte le tipologie di impianto a partire dal 2013 e fino a tutto il 2016. Secondo il decreto, il superamento della spesa consentita non limita l'accesso alle tariffe incentivanti, ma determina una riduzione aggiuntiva delle stesse per il periodo successivo.
Ecco i limiti di spesa e di potenza: dal 1 giugno al 31 dicembre 2011, 300 milioni di euro per un obiettivo (indicativo) di potenza pari a 1.200 MW; per il primo semestre del 2012, 150 milioni di euro (770 MW); per il secondo semestre 2012, 130 milioni di euro (720 MW). In totale fino a fine 2012 il tetto di spesa ammonta a 580 milioni di euro per 2.690 MW installati. Per il periodo successivo (2013-2016), i limiti di spesa e di potenza calano gradualmente (modello tedesco) su base semestrale. Alla fine del periodo, il limite di spesa complessivo è 1.361 miliardi di euro per un 9.770 MW. Tra giugno 2011 e il 2016, la spesa prevista è 1.941 milioni di euro e il tetto di potenza di 12.460 MW.
Altra novità importante introdotta dal decreto è l’obbligo di iscrizione al Registro per i grandi impianti gestito dal Gestore Servizi Energetici per gli anni 2011 e 2012 per l’accesso alle tariffe incentivanti, nei limiti dei ‘cap’ di spesa e potenza massima incentivabile. L’obbligo di iscrizione scatterà dopo il 31 agosto, i grandi impianti che faranno in tempo ad entrare in esercizio entro quella data potranno accedere direttamente alle tariffe incentivanti, fatto salvo l'onere di comunicazione al Gse dell'avvenuta entrata in esercizio entro 15 giorni solari dalla stessa. Poi ci sarà poco tempo per iscriversi: sltanto un mese (dal 20 maggio al 30 giugno ad esempio per l’anno 2011) con la riapertura dei termini di un altro mese nel caso improbabile non siano raggiunti i tetti di spesa. A complicare ulteriormente le cose sono i requisiti richiesti per accedere al registro informatico: la priorità è data, nell’ordine, agli “impianti entrati in esercizio” o “per i quali sono stati terminati i lavori". Ma il rispetto di tali requisiti non garantirà automaticamente l’accesso agli incentivi, per accedere ai quali bisognerà attendere che il Gse formi la graduatoria degli impianti iscritti al registro, secondo i criteri di priorità, e la pubblichi sul proprio sito “entro 15 giorni dalla data di chiusura” del periodo concesso per l’iscrizione. Successivamente, la certificazione di fine lavori dell'impianto dovrà pervenire al Gse entro sette mesi dalla data di pubblicazione della graduatoria, termine incrementato a nove mesi per gli impianti di potenza superiore a 1 MW. Per molti operatori, insomma, l’introduzione dei registri costituirà un vero e proprio ginepraio.
Prima della firma del decreto i due ministri Romani e Prestigiacomo avevano raggiunto una difficile intesa sul momento in cui si deve cominciare a erogare gli incentivi. A spuntarla è stato il primo mantenendo come momento di inizio l'allaccio alla rete e l’entrata in esercizio dell’impianto, tuttavia la seconda ha ottenuto la garanzia di un indennizzo nel caso di perdita del diritto a una determinata tariffa incentivante per i ritardi nell'allaccio degli impianti dovuti ai gestori di rete. All’articolo 7 è previsto infatti che "nei casi infatti in cui il mancato rispetto, da parte del gestore di rete, dei tempi per il completamento della realizzazione della connessione e per l’atttivazione della connessione, previsti dalla delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas del 23 luglio 2008, ARG/elt 99/08 (TICA - Testo integrato delle connessioni attive, ndr) e il relativo allegato A, e successive modifiche e integrazioni, comporti la perdita del diritto a una determinata tariffa incentivante, si applicano le misure di indennizzo previste e disciplinate dalla delibera dell’Aeeg ARG/elt 181/10 (attuazione del Terzo Conto Energia, ndr) e relativo Allegato A, e successive modifiche e integrazioni". Questa la garanzia che ha convinto il ministro Prestigiacomo ad abbandonare la sua posizione (secondo cui gli incentivi dovevano comunque partire entro 60 giorni dalla comunicazione di fine lavori per sottrarre i titolari degli impianti alla discrezionalità delle società incaricate dell'allaccio alla rete) e ad accettare la soluzione proposta da Romani, cioè che siano pagati dall’entrata in esercizio.
Sono previsti, inoltre, premi per specifiche tipologie di interventi e requisiti degli impianti: di 0,05 euro/kWh per la bonifica di coperture in eternit mediante l'installazione di impianti fv (al posto del precedente 10% della tariffa incentivante); un premio del 10% per gli impianti il cui costo di investimento per quanto riguarda i componenti, diversi dal lavoro, sia per non meno del 60% riconducibile a una produzione realizzata l'interno della Unione europea; del 5% per gli impianti ubicati in zone classificate alla data di entrata in vigore del decreto dal pertinente strumento urbanistico come industriali, miniere, cave o discariche esaurite, area di pertinenza di discariche o di siti contaminati; del 5% per i piccoli impianti, realizzati da comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti e dei quali i comuni siano soggetti responsabili. Gli impianti i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensiline hanno diritto a una tariffa pari alla media aritmetica tra la tariffa spettante per "impianti fotovoltaici realizzati su edifici" e la tariffa spettante per "altri impianti fotovoltaici". Al fine di garantire la coltivazione sottostante, le serre a seguito dell'intervento devono presentare un rapporto tra la proiezione al suolo della superficie totale dei moduli fotovoltaici installati sulla serra e della superficie totale della copertura della serra stessa non superiore al 50%.
Va ricordato inoltre che a decorrere dal primo semestre 2013 le tariffe assumono valore onnicomprensivo sull’energia immessa nel sistema elettrico con l'aggiunta di una tariffa specifica sulla quota di energia autoconsumata. Le nuove tariffe sono individuate dall'allegato 5 (tabella 4). (f.n.)
WWW.SEVENTYINDUSTRY.COM
Il decreto, dunque, si applica agli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio in data successiva al 31 maggio 2011 e fino al 31 dicembre 2016, per un obiettivo indicativo di potenza installata a livello nazionale di circa 23.000 MW, corrispondente ad un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro. A differenza del precedente regime di incentivazione vengono introdotti limiti di spesa, cui corrispondono obiettivi indicativi di potenza. Importante, per individuare le tipologie di impianti sottoposti a questi ‘cap’ ladistinzione fatta tra piccoli e grandi impianti. I primi – si legge all’articolo 3, comma 1, lettera u, “sono gli impianti fotovoltaici realizzati su edifici che hanno una potenza non superiore a 1000 kW, gli altri impianti fotovoltaici con potenza non superiore a 200 kW operanti in regime di scambio sul posto, nonché gli impianti fotovoltaici di potenza qualsiasi realizzati su edifici ed aree delle amministrazioni pubbliche.” Norma che avvantaggia notevolmente, come si vede, gli enti pubblici. I grandi impianti sono quelli invece diversi da quelli di cui alla lettera u). La distinzione tra piccoli e grandi impianti è fondamentale perché solo a questi ultimi vengono applicati subito i limiti di spesa e di potenza: dunque già a partire dal 1 giugno e per il periodo fino al 31 dicembre 2011 e poi per tutto l'anno 2012. I cap si applicheranno invece a tutte le tipologie di impianto a partire dal 2013 e fino a tutto il 2016. Secondo il decreto, il superamento della spesa consentita non limita l'accesso alle tariffe incentivanti, ma determina una riduzione aggiuntiva delle stesse per il periodo successivo.
Ecco i limiti di spesa e di potenza: dal 1 giugno al 31 dicembre 2011, 300 milioni di euro per un obiettivo (indicativo) di potenza pari a 1.200 MW; per il primo semestre del 2012, 150 milioni di euro (770 MW); per il secondo semestre 2012, 130 milioni di euro (720 MW). In totale fino a fine 2012 il tetto di spesa ammonta a 580 milioni di euro per 2.690 MW installati. Per il periodo successivo (2013-2016), i limiti di spesa e di potenza calano gradualmente (modello tedesco) su base semestrale. Alla fine del periodo, il limite di spesa complessivo è 1.361 miliardi di euro per un 9.770 MW. Tra giugno 2011 e il 2016, la spesa prevista è 1.941 milioni di euro e il tetto di potenza di 12.460 MW.
Altra novità importante introdotta dal decreto è l’obbligo di iscrizione al Registro per i grandi impianti gestito dal Gestore Servizi Energetici per gli anni 2011 e 2012 per l’accesso alle tariffe incentivanti, nei limiti dei ‘cap’ di spesa e potenza massima incentivabile. L’obbligo di iscrizione scatterà dopo il 31 agosto, i grandi impianti che faranno in tempo ad entrare in esercizio entro quella data potranno accedere direttamente alle tariffe incentivanti, fatto salvo l'onere di comunicazione al Gse dell'avvenuta entrata in esercizio entro 15 giorni solari dalla stessa. Poi ci sarà poco tempo per iscriversi: sltanto un mese (dal 20 maggio al 30 giugno ad esempio per l’anno 2011) con la riapertura dei termini di un altro mese nel caso improbabile non siano raggiunti i tetti di spesa. A complicare ulteriormente le cose sono i requisiti richiesti per accedere al registro informatico: la priorità è data, nell’ordine, agli “impianti entrati in esercizio” o “per i quali sono stati terminati i lavori". Ma il rispetto di tali requisiti non garantirà automaticamente l’accesso agli incentivi, per accedere ai quali bisognerà attendere che il Gse formi la graduatoria degli impianti iscritti al registro, secondo i criteri di priorità, e la pubblichi sul proprio sito “entro 15 giorni dalla data di chiusura” del periodo concesso per l’iscrizione. Successivamente, la certificazione di fine lavori dell'impianto dovrà pervenire al Gse entro sette mesi dalla data di pubblicazione della graduatoria, termine incrementato a nove mesi per gli impianti di potenza superiore a 1 MW. Per molti operatori, insomma, l’introduzione dei registri costituirà un vero e proprio ginepraio.
Prima della firma del decreto i due ministri Romani e Prestigiacomo avevano raggiunto una difficile intesa sul momento in cui si deve cominciare a erogare gli incentivi. A spuntarla è stato il primo mantenendo come momento di inizio l'allaccio alla rete e l’entrata in esercizio dell’impianto, tuttavia la seconda ha ottenuto la garanzia di un indennizzo nel caso di perdita del diritto a una determinata tariffa incentivante per i ritardi nell'allaccio degli impianti dovuti ai gestori di rete. All’articolo 7 è previsto infatti che "nei casi infatti in cui il mancato rispetto, da parte del gestore di rete, dei tempi per il completamento della realizzazione della connessione e per l’atttivazione della connessione, previsti dalla delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas del 23 luglio 2008, ARG/elt 99/08 (TICA - Testo integrato delle connessioni attive, ndr) e il relativo allegato A, e successive modifiche e integrazioni, comporti la perdita del diritto a una determinata tariffa incentivante, si applicano le misure di indennizzo previste e disciplinate dalla delibera dell’Aeeg ARG/elt 181/10 (attuazione del Terzo Conto Energia, ndr) e relativo Allegato A, e successive modifiche e integrazioni". Questa la garanzia che ha convinto il ministro Prestigiacomo ad abbandonare la sua posizione (secondo cui gli incentivi dovevano comunque partire entro 60 giorni dalla comunicazione di fine lavori per sottrarre i titolari degli impianti alla discrezionalità delle società incaricate dell'allaccio alla rete) e ad accettare la soluzione proposta da Romani, cioè che siano pagati dall’entrata in esercizio.
Sono previsti, inoltre, premi per specifiche tipologie di interventi e requisiti degli impianti: di 0,05 euro/kWh per la bonifica di coperture in eternit mediante l'installazione di impianti fv (al posto del precedente 10% della tariffa incentivante); un premio del 10% per gli impianti il cui costo di investimento per quanto riguarda i componenti, diversi dal lavoro, sia per non meno del 60% riconducibile a una produzione realizzata l'interno della Unione europea; del 5% per gli impianti ubicati in zone classificate alla data di entrata in vigore del decreto dal pertinente strumento urbanistico come industriali, miniere, cave o discariche esaurite, area di pertinenza di discariche o di siti contaminati; del 5% per i piccoli impianti, realizzati da comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti e dei quali i comuni siano soggetti responsabili. Gli impianti i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensiline hanno diritto a una tariffa pari alla media aritmetica tra la tariffa spettante per "impianti fotovoltaici realizzati su edifici" e la tariffa spettante per "altri impianti fotovoltaici". Al fine di garantire la coltivazione sottostante, le serre a seguito dell'intervento devono presentare un rapporto tra la proiezione al suolo della superficie totale dei moduli fotovoltaici installati sulla serra e della superficie totale della copertura della serra stessa non superiore al 50%.
Va ricordato inoltre che a decorrere dal primo semestre 2013 le tariffe assumono valore onnicomprensivo sull’energia immessa nel sistema elettrico con l'aggiunta di una tariffa specifica sulla quota di energia autoconsumata. Le nuove tariffe sono individuate dall'allegato 5 (tabella 4). (f.n.)
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FRANCIA E GERMANIA TAGLIO ALL'INCENTIVO..........
- 0,58 euro/kWh per gli impianti integrati (abitazioni, scuole e ospedali)
- 0,50 euro/kWh per gli impianti integrati (tutte le altre tipologie di edifici)
- 0,42 €/kWh per impianti parzialmente integrati
- da 0,314 a 0,377 €/kWh per impianti a terra (la variabilità dipende dalla regione, quelle meno soleggiate beneficiano di tariffe più alte)
Dal 2012 incentivi generosi per pannelli su case e imprese
Dai 54mila metri quadrati di pannelli solari per la produzione di acqua calda installati nel 2001, ai 2,7 milioni del 2011. Per Assolterm (associazione del solare termico), in 10 anni il settore in Italia ha raggiunto un fatturato di 500 milioni di euro all’anno e dato lavoro a 5mila addetti, diventando il secondo mercato europeo.
Il Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili, elaborato dal Governo in ottemperanza alla direttiva Ue “20-20-20″, fissa per il solare termico un obiettivo al 2020 di 1,6 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) pari a 26 milioni di metri quadrati di installato. Come?
Il Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili, elaborato dal Governo in ottemperanza alla direttiva Ue “20-20-20″, fissa per il solare termico un obiettivo al 2020 di 1,6 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) pari a 26 milioni di metri quadrati di installato. Come?
L’installazione di pannelli è agevolata nell’ambito della misura del 55% di detrazione fiscale per l’efficienza energetica, che non dovrebbe essere più prorogata. Dal 2012, al suo posto, verrà lanciato il nuovo Conto energia termico, introdotto dal Dlgs 28/2011. L’ammontare degli incentivi dovrà essere fissato con decreti attuativi ad hoc entro il 29 settembre. Le decisioni in merito potrebbero segnare la differenza tra il pieno o il mancato conseguimento degli obiettivi del Piano d’azione nazionale al 2020.
Secondo Sergio D’Alessandris, presidente di Assolterm: «ci troviamo di fronte a due scenari possibili. Nel primo caso, gli incentivi potrebbero essere fissati a una quota equivalente a quella della detrazione fiscale del 55%, per un valore medio di 0,9 centesimi di euro per kWh, sufficiente a garantire solo il 30% degli obiettivi 2020».
Secondo Sergio D’Alessandris, presidente di Assolterm: «ci troviamo di fronte a due scenari possibili. Nel primo caso, gli incentivi potrebbero essere fissati a una quota equivalente a quella della detrazione fiscale del 55%, per un valore medio di 0,9 centesimi di euro per kWh, sufficiente a garantire solo il 30% degli obiettivi 2020».
La seconda opzione consiste in una proposta avanzata dalla stessa Assolterm. Si tratta di un incentivo a 5 o 10 anni, con una tariffa stabile e relativamente elevata per i primi tre, in modo da dare uno stimolo al mercato in una prima fase, ma con decrementi di valore del 20% ogni quattro anni, in modo da contenere le spese nel lungo periodo. Con questa struttura degli incentivi, l’Associazione prevede un tasso medio di crescita annuo del mercato del 20% e il pieno raggiungimento degli obiettivi del 2020. «L’incentivo ammonterebbe a 13 centesimi di euro per kWh per dieci anni. Non è una cifra eccessiva, se si considera che in Gran Bretagna la sovvenzione è pari a 10 centesimi di euro per 20 anni», conclude D’Alessandris.
Quel che è certo è che il solare termico rappresenta già oggi un’industria di eccellenza in Italia. Le aziende specializzate nel settore sono circa 100, tra cui gruppi di rilievo internazionale come Riello, Ariston, Paradigma, Ferroli. Con uno sviluppo del settore a pieno regime, stimano da Assolterm, il comparto potrebbe dare lavoro, entro il 2020, a 300mila-400mila addetti.
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