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martedì 1 maggio 2012

Il quinto conto energia : ecco come si esprimono gli operatori

Ad esprimesi sul quinto Conto Energia sono stati anche i vertici di Enel, i quali sono convinti che vanno apportate delle modifiche sul sistema di incentivi alle fonti rinnovabili. Nonostante il ministro dell’ambiente Clini abbia rassicurato gli operatori del settore, rimane l’ostacolo rappresentato dal ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, il quale si è dimostrato favorevole ai tagli con l’intenzione di aggiustare le storture che in passato si sono avute nel campo degli ecoincentivi per le energie rinnovabili. Intanto Paolo Andrea Colombo, presidente di Enel, ha dichiarato: “Gli effetti negativi di una programmazione sbagliata, che ha destinato al fotovoltaico incentivi importanti, sono evidenti. Se al 2011 sono stati 6 miliardi gli incentivi al settore, fino al 2030 si stima che il loro costo potrebbe arrivare a 130 miliardi di euro“. Colombo ha anche sottolineato che Enel si aspetta una ridefinizione appropriata dei meccanismi incentivanti e la messa a punto di un nuovo piano energetico nazionale che possa definire delle strategie adeguate anche a lungo termine, in modo da far sviluppare la competitività. Fulvio Conti, l’ad di Enel, ha affermato che è giusto apportare delle correzioni, ma si augura che gli incentivi per le fonti rinnovabili possano cambiare in meglio, per favorire lo sviluppo sostenibile di altri settori energetici, oltre a quello già ampiamente promettente del fotovoltaico. Non manca di far sentire il suo parere Stefano Saglia, ex sottosegretario allo sviluppo economico, il quale ha dichiarato: “Si rischia di innescare un contenzioso con il quale si faranno del male tutti. Si dimentica che l’attuale sistema scadrà comunque a fine anno, dopo di che entrerebbe in vigore il meccanismo in stile tedesco che avevamo congegnato per consentire una discesa graduale ogni sei mesi, con un quadro certo fino al 2016“. Le dichiarazioni del WWF A cura di Gianluca Rini Sul quinto Conto Energia è intervenuto anche il WWF, che ha sottolineato la necessità di mantenere gli incentivi per le fonti rinnovabili di energia. In effetti da parte del governo c’è l’intenzione di apportare dei tagli netti agli ecoincentivi, non favorendo lo sviluppo sostenibile, unica strada possibile per la crescita economica del nostro Paese. D’altronde molti sono stati i risultati determinati soprattutto dal ricorso al fotovoltaico, specialmente per quanto riguarda la sostenibilità ambientale. Adesso invece si rischio di vanificare tutto a causa delle riduzione degli incentivi. Per questo da parte del WWF è arrivata la seguente dichiarazione: “Gli incentivi per le rinnovabili vanno mantenuti e modulati sull’esigenza di tagliare (fino all’eliminazione completa) le emissioni di CO2 e di sviluppare l’economia del futuro, cioè la green economy, in Italia, non certo sulla necessità di tappare le falle di un sistema energetico distorto basato sui combustibili fossili“. A pagarne le conseguenze sono soprattutto le imprese. Ma non bisogna comunque dimenticare che tutto il settore occupazionale è condizionato dalla possibilità di non potere fare affidamento sullo sviluppo ecocompatibile garantito dallo sfruttamento delle ecoenergie. Il settore dell’efficienza energetica e delle rinnovabili costituisce una rilevante opportunità per il futuro. Il WWF è consapevole di tutto ciò. Proprio per questo fa appello alla politica, in modo che essa possa garantire tecnologie innovative e impianti in grado di favorire sia l’economia che il rispetto dell’ambiente. Non si tratta di dettagli, ma di aspetti da non sottovalutare. Le modalità per l’erogazione degli incentivi A partire dalla bozza del quinto Conto Energia si possono vedere quali sono le modalità scelte dal Governo per l’erogazione degli incentivi per l’energia solare. La bozza punta sullo sviluppo delle rinnovabili, che intende premiare soprattutto il ricorso a strategie in grado di valorizzare l’efficienza dei costi e i vantaggi ambientali. E’ stata stabilita l’iscrizione dell’impianto in un apposito registro e gli ecoincentivi saranno concessi a determinate tipologie di impianti solari. Nello specifico gli impianti presi in considerazione sono quelli nuovi, quelli ibridi, gli impianti previsti dai progetti di riconversione del settore bieticolo-saccarifero. Inoltre gli incentivi per il fotovoltaico verranno concessi anche agli impianti che diventano oggetto di un intervento totale o parziale di rifacimento o di potenziamento. Per ottenere gli ecoincentivi, si deve fare richiesta al GSE e ci si deve iscrivere al registro informatico appositamente predisposto. I registri verranno aperti per la prima volta entro il 30 giugno di quest’anno. Si prevedono delle riaperture successive entro il 31 marzo e il 30 settembre di ogni anno. Tutti coloro che richiedono di accedere agli incentivi devono versare al GSE un contributo per le spese di istruttoria, che ammontano a 150 euro. Inoltre devono pagare una quota che varia dagli 80 ai 2.200 euro in base alla potenza dell’impianto fotovoltaico. Con il quinto Conto Energia si è scelto di puntare molto sui processi virtuosi che possano garantire il pieno rispetto dell’ambiente. Le energie rinnovabili d’altronde rappresentano il punto di partenza per un futuro più ecocompatibile. Clini: “Nessuna sorpresa per il fotovoltaico” Sul quinto Conto Energia è intervenuto il ministro dell’Ambiente Clini, il quale ha dichiarato che non ci sarà nessuna sorpresa per ciò che riguarda il fotovoltaico. E’ stato spiegato che c’è da parte del Governo l’intenzione di arrivare ad una riduzione degli ecoincentivi, tenendo in considerazione i prezzi dei moduli fotovoltaici, non superando il limite di 7 miliardi l’anno. Il ministro Clini ha messo in evidenza che gli incentivi devono rappresentare un fattore di crescita per il Paese, proprio per questo saranno rivolti in particolare agli impianti solari di piccole dimensioni, volti a soddisfare le esigenze dell’autoconsumo domestico e industriale. Nello specifico gli impianti che potranno beneficiare degli incentivi dovranno puntare all’efficienza energetica e all’innovazione tecnologica. Da parte del Governo c’è anche l’intenzione di utilizzare gli incentivi per il fotovoltaico, in modo che essi costituiscano degli investimenti importanti nelle zone industriali dismesse, in modo da portare avanti un processo di industrializzazione sostenibile, non perdendo di vista la finalità fondamentale dello sviluppo ecosostenibile. Gli incentivi per il fotovoltaico, oltre a rappresentare un vantaggio per l’ambiente, possono rappresentare anche un vantaggio economico per il nostro Paese, perché il ricorso alle fonti pulite di energia è capace di abbassare il costo del chilowattora. Il tutto obbedisce all’esigenza di affermare un basso impatto ambientale, riducendo la necessità dei combustibili fossili, i quali incidono anche sulle spese che l’Italia deve affrontare. Le linee portate avanti dal Governo sul quinto Conto Energia da questo punto di vista appaiono decisive. Clini: “A breve i decreti attuativi” A cura di Gianluca Rini Si parla nuovamente del quinto Conto Energia. A riferire ulteriori informazioni sull’argomento è direttamente il Ministro dell’Ambiente Clini, che è tornato sulla questione, dando delle conferme e facendo prospettare tempi brevi per quanto riguarda la stesura dei primi decreti attuativi relativi alle fonti rinnovabili non fotovoltaiche. Le prospettive sono veramente interessanti e, se tutto verrà rispettato per quanto riguarda i tempi di azione, potremo avere a disposizione in tempi brevi le prime norme. Il Ministro Clini ha infatti spiegato: “Spero che in qualche giorno arrivi la preparazione dei decreti e del quinto Conto Energia“. Dovrebbero mancare quindi pochi giorni prima di avere a disposizione i primi dettagli sulle nuove norme previste. Inoltre il Ministro ha le idee ben chiare relativamente ad una modifica ragionata della struttura energetica nazionale. Clini ha infatti spiegato che l’intenzione sarebbe quella di procedere ad un vero e proprio cambiamento. Il Ministro ha parlato a questo proposito di un cambiamento della struttura dell’energia in Italia, “che passa attraverso la disseminazione delle piccole e medie utenze, modello su cui vogliamo puntare nella preparazione dei decreti per le rinnovabili non fotovoltaiche, che spero arrivino in qualche giorno, e del quinto Conto Energia“. L’obiettivo è quindi quello di rivedere il piano energetico nazionale, aggiornando le procedure relative alle energie rinnovabili. Per Clini in particolare bisognerebbe “rafforzare la diffusione della generazione distribuita incardinata sulle fonti rinnovabili di efficienza energetica“. Il Governo: “Non c’è il coinvolgimento di Enel” A cura di Gianluca Rini Sul Quinto Conto Energia continuano ancora le polemiche, anche perché, dalla bozza diffusa di recente, in molti hanno pensato ad un possibile coinvolgimento di Enel nella questione. Enel sarebbe intervenuta addirittura nella redazione del nuovo Conto Energia. Il Ministero dello Sviluppo Economico intende spiegare che si tratta di una notizia falsa, del tutto infondata. È questo sostanzialmente il senso di una nota che è stata diffusa proprio dal Ministero. D’altra parte anche Enel si era difesa al riguardo, smentendo tutte le voci che erano in circolazione sulla vicenda. Il tutto è stato oggetto di una specifica interrogazione parlamentare. In particolare Francesco Ferrante, senatore del Pd, ha fatto notare: “La bozza sta provocando una sensibile e fondata agitazione tra gli operatori, perché si configurerebbe l’ennesimo attacco al settore del fotovoltaico. Il solo sospetto che vi possa essere una influenza esterna nella stesura del documento non può che accrescere lo stato di tensione nel settore.” Per il momento ciò che preoccupa gli esperti del settore è rappresentato dal calo degli incentivi per le energie rinnovabili, secondo una linea del Governo, che vuole considerare la questione nell’ambito di un contesto europeo di crisi economica. Nello specifico si fanno sentire le preoccupazioni per i tagli agli incentivi per il fotovoltaico 2012, che minano anche lo sviluppo sostenibile nel nostro Paese. Nel frattempo Enel ha anche avviato un’indagine interna a livello informatico, in modo da verificare se ci sono delle manipolazioni che farebbero risalire a dei collaboratori dell’azienda l’origine del file della bozza del Quinto Conto Energia. Occorre che il Governo faccia chiarezza A cura di Gianluca Rini Sul Quinto Conto Energia c’è bisogno che il Governo faccia maggiore chiarezza, anche perché non tutti sono convinti che la bozza, di cui ultimamente si sono riscontrate tracce, sia un provvedimento ufficiale messo a punto dai ministri. In effetti bisogna sottolineare che il documento diffuso prospetta un sistema incentivante insostenibile per il settore del fotovoltaico in Italia, sia in termini di conservazione dei posti di lavoro che per ciò che riguarda la tutela degli investimenti sull’opportunità di sfruttamento dell’energia pulita a sostegno dell’ambiente. Come ha spiegato Valerio Natalizia, presidente GIFI-ANIE: “Stento a credere che i ministeri competenti vogliano infondere panico nel mercato fotovoltaico facendo circolare bozze – diverse tra loro nei contenuti e nella forma – piuttosto che operare con responsabilità nei confronti di un comparto industriale, quello del fotovoltaico, che ad oggi ha contribuito concretamente allo sviluppo nel nostro Paese del mercato energetico, componente fondamentale di ogni sistema economico.” E in effetti il fotovoltaico in Italia rappresenta un importante punto di riferimento per ciò che riguarda la possibilità di uno sviluppo sostenibile che veramente possa definirsi tale. D’altronde non bisogna dimenticare che per gli impianti fotovoltaici l’Italia potrebbe diventare la prima al mondo, un record da non sottovalutare e che può essere promosso proprio grazie agli investimenti. Gli esperti chiariscono che tramite gli investimenti sul fotovoltaico si potrà arrivare ad un abbassamento dei costi per l’energia elettrica, riducendo anche le importazioni e avviandosi verso sempre più verso l’autosufficienza energetica. Valerio Natalizia, presidente GIFI-ANIE, chiede che ci sia da parte del Governo una smentita ufficiale delle bozze in circolazione, in modo da poter avviare un processo di collaborazione per definire un Quinto Conto Energia che tenga conto delle opportune esigenze dell’industria fotovoltaica, volta anche alla competitività. Il futuro, in termini di sostenibilità ambientale, è in mano alle ecoenergie e di conseguenza non si può continuare ad infondere incertezza su questo punto: è necessario agire con determinazione e con linearità. Un impegno che le autorità governative dovrebbero riuscire a garantire nel migliore dei modi. I dettagli sugli incentivi per il fotovoltaico Sul quinto Conto Energia sono emerse già delle indiscrezioni che riguarderebbero la prima bozza del testo messo a punto dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente. Possiamo fare già delle prime ipotesi, anche se queste andranno confermate in seguito alla messa a punto di un testo definitivo e sul quale saranno rese note informazioni più precise. Intanto si sa che il quarto Conto Energia dovrebbe terminare il prossimo 30 giugno. Dall’1 luglio 2012 entrerebbe in vigore il quinto Conto Energia, il quale prevede degli ecoincentivi disponibili fino al 31 dicembre 2014. L’ammontare delle somme a disposizione sarebbe pari a 500 milioni di euro l’anno. E’ stato ipotizzato che questi incentivi potranno essere messi a disposizione soltanto per quegli impianti solari che entreranno in esercizio entro il 30 giugno. Sulla base della bozza che starebbe circolando in queste ore, si può vedere come il nuovo Conto Energia sarà applicato agli impianti fotovoltaici integrati che abbiano caratteristiche innovative e anche agli impianti fotovoltaici a concentrazione. Ancora però non ci sono notizie ufficiali da parte dei Ministeri. Si tratta soltanto di congetture ricavabili a partire da una prima bozza. Sicuramente comunque gli incentivi statali per il fotovoltaico rappresentano un punto di riferimento molto importante nel nostro Paese. Non bisogna infatti dimenticare che ultimamente si sta diventando sempre più consapevoli dell’importanza che ha il ricorso alle energie rinnovabili e l’energia ricavata dai raggi del sole occupa sempre più un posto di primo piano nell’ambito dell’energia pulita. Le energie rinnovabili rappresentano il punto di svolta dello sviluppo sostenibile, per questo gli incentivi da parte dello Stato non possono che essere bene accetti. Si tratta di promuovere la sostenibilità ambientale. Di conseguenza le indiscrezioni che sono trapelate riguardo al quinto Conto Energia ci fanno ben sperare anche per il futuro. A parte la consistenza delle cifre a disposizione, farebbe ben sperare la volontà di poter ricorrere a tutte le strategie disponibili per sensibilizzare all’uso del fotovoltaico. Il quinto Conto Energia dovrebbe stabilire dei punti chiari, per non lasciare le imprese nelle incertezze normative, in modo da riuscire a garantire la possibilità di accedere con facilità alle fonti rinnovabili. L’associazione per la tutela delle energie rinnovabili chiede un incontro con Clini A cura di Elisabetta Fonte L’associazione nazionale che si occupa della tutela delle energie rinnovabili (ANTER) ha appena inviato una richiesta per riuscire a incontrare il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini in merito al Quinto Conto Energia. La preoccupazione infatti è molto forte, soprattutto per il rischio che abbiamo visto di tagli agli incentivi del fotovoltaico. È il presidente dell’associazione a parlare, il dottor Antonio Raione, il quale ha affermato che la crescita dell’energia solare in Italia ha portato notevoli vantaggi a livello occupazionale, il che è particolarmente importante in un periodo di crisi economica come quello che stiamo attualmente vivendo. Il taglio di contributi economici e fiscali potrebbe fortemente indebolire le aziende, producendo ulteriore disoccupazione. Il loro impegno verso l’energia pulita, inoltre, ha permesso all’Italia di dimostrare maggiore attenzione al risparmio energetico e alla tutela ambientale. Le energie rinnovabili vanno dunque ancora stimolate affinché il mercato possa concretamente affermarsi ed autoalimentarsi, diventando effettivamente uno strumento di beneficio collettivo e per la vita del Pianeta Terra. L’associazione che difende la produzione di energie alternative propone alcune iniziative dal suo punto di vista sostenibili, come il posticipo del Quinto Conto Energia, richiedendo che non entri in vigore prima del 2013, oltre all’estensione dell’obbligo di registro per gli impianti di portata maggiori a 20kWp e il ritorno degli incentivi per chi sostituisce con i pannelli fotovoltaici le coperture ed eternit e amianto, che come abbiamo già avuto modo di dire sono sostanze tossiche e cancerogene, assolutamente pericolose e da smaltire.il

Riciclo pannelli fotovoltaici

Il riciclo dei pannelli fotovoltaici diventerà obbligatorio. A partire infatti dal 30 giugno 2012 le aziende produttrici sono in dovere di entrare a far parte di un consorzio, che possa garantire il riciclaggio dei moduli fotovoltaici, una volta che questi vengano dismessi. A stabilirlo è una direttiva europea sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. I produttori per cui devono essere in grado di fornire delle specifiche garanzie sul riciclaggio dei pannelli solari. In questo modo i pannelli fotovoltaici non potranno più nuocere all’ambiente, perché ne dovrà essere garantito il loro adeguato smaltimento. Pensare alla sostenibilità ambientale anche da questo punto di vista appare come un’opera essenziale per garantire un’adeguata raccolta di tutte quelle componenti che possono risultare inquinanti per l’ambiente. Provvedere in maniera specifica alla lotta all’inquinamento aggiunge un tassello in più in termini di impatto ambientale ridotto, che già si cerca di mettere in atto attraverso il ricorso all’energia pulita. Bisogna considerare che il fotovoltaico può essere sfruttato a beneficio dell’ambiente, non solo quando gli impianti solari sono in funzione, ma anche quando esauriscono la loro capacità di produrre energia green. Dagli impianti solari si possono ricavare alluminio, vetro, gallio, indio, selenide e molti di questi sono dei minerali che sono anche a rischio esaurimento, ecco perché il recupero dei materiali attraverso il riciclo dei pannelli solari può essere un’ottima idea per non sfruttare al massimo le risorse del nostro pianeta. E’ anche da considerare che riciclando i pannelli solari e diversi materiali di cui sono composti è possibile anche ridurre le emissioni di anidride carbonica, che sarebbero prodotte se i materiali dovessero essere messi a punto ex novo. Il riciclo dei pannelli fotovoltaici è quindi un passo fondamentale, che non può essere trascurato. Le aziende avranno come limite massimo di tempo quello del 30 giugno 2012, per adeguarsi e per entrare a far parte di un sistema che garantisca il recupero dei moduli solari, in modo da non creare danni all’ambiente. In questo modo si potrà anche attivare un sostanziale risparmio di energia, che non potrà non andare a vantaggio della salvaguardia dell’ambiente. Il provvedimento quindi è molto importante.

domenica 29 aprile 2012

Quinto conto energia modifica del decreto

Il quinto Conto energia per il fotovoltaico è sgradito anche alle 85.000 piccole e medie imprese italiane che continuano a lavorare nel settore delle rinnovabili. Lo afferma un comunicato congiunto di Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato), Confartigianato e Casartigiani, ricordando gli oltre 200.000 occupati nelle varie aziende tra produttori di tecnologie, installatori e così via. Gli schemi dei decreti pubblicati la scorsa settimana, senza opportune correzioni, rischiano di bloccare gli investimenti di queste imprese, perché «introducono procedure burocratiche e prenotazione degli incentivi che penalizzano in misura maggiore i piccoli impianti». La critica è all’ennesimo cambiamento delle regole, dopo la riduzione delle tariffe prevista dal quarto Conto energia di maggio 2011. Secondo la nota congiunta, «è necessario tutelare gli impianti di piccola dimensione, almeno fino a 30 kW di potenza, che non dovrebbero essere soggetti a tetti massimi di incentivazione né all’obbligo di iscrizione al registro». L’incentivo dovrebbe essere automatico, anche perché i maggiori oneri in bolletta - evidenziano le associazioni dell'artigianato - si devono piuttosto alle grandi centrali e a quelle del Cip6, che poco o nulla hanno a che spartire con le rinnovabili. Intanto sono arrivate le proposte Anie-Gifi per correggere il nuovo Conto energia. Per prima cosa, si chiede d’innalzare il budget complessivo per gli incentivi a sette miliardi di euro l’anno, quindi 500 milioni in più rispetto alle stime del Governo. In secondo luogo, si sollecita l’entrata in vigore del sistema dal primo settembre 2012 e non prima, tutelando contemporaneamente gli investimenti già avviati (per esempio i grandi impianti in costruzione o già collegati alla rete ma non iscritti a registro). Infine, Anie-Gifi vorrebbe più provvedimenti per favorire l’industria nazionale del fotovoltaico. La bozza del decreto trasmessa dal ministero dello Sviluppo economico, invece, avrebbe “effetti destabilizzanti” per il mercato, «in un settore che è già stato fortemente colpito da numerose e penalizzanti modifiche negli ultimi 18 mesi», ha spiegato il presidente Anie-Gifi, Valerio Natalizia. Sull’argomento è intervenuto anche l’amministratore delegato di Enel Green Power, Francesco Starace. «Il fotovoltaico - ha commentato - ha portato 36 miliardi d’investimenti lo scorso anno, che non è stato il massimo dal punto di vista dell'economia». Come procedere allora? Nervi saldi, incentivi in graduale discesa mantenendo la stabilità del settore, senza far scappare gli investitori, è la ricetta illustrata da Starace.

Quinto conto energia: per la Commissione Ambiente della Camera va modificato

    L'VIII Commissione della Camera dei deputati chiede al governo di modificare il decreto sul fotovoltaico e il provvedimento sulle altre rinnovabili elettriche. Suggerita inoltre la stabilizzazione della detrazione fiscale del 55%, già annunciata «Modificare i recenti schemi dei decreti interministeriali recanti la disciplina degli incentivi per l’installazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili». La richiesta, per una volta, non arriva da una delle tante associazioni sul piede di guerra per il taglio degli incentivi, ma dalla Commissione Ambiente della Camera, che ha esaminato il Quinto conto energia e il decreto sulle rinnovabili elettriche elaborato dal governo. Necessari dunque dei correttivi, non tanto perché lo chiedono gli operatori di settore, ma per riuscire a «garantire il conseguimento degli obiettivi di politica ambientale assunti in sede europea e di promuovere il rafforzamento e il consolidamento di una filiera industriale integrata delle rinnovabili». Con questo nuovo schema di incentivi, sostiene la commissione, l'Italia rischia dunque di non riuscire a rispettare i propri impegni in materia di rinnovabili, efficienza energetica e riduzione delle emissioni di gas serra. Senza contare le possibili ripercussioni sul fronte economico e occupazionale. Oltre ai decreti sulle rinnovabili, i deputati hanno esaminato anche gli altri aspetti della politica energetica del governo, a cominciare dalla detrazione fiscale del 55% per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici, per i quali è stata chiesta una proroga (già annunciata dal ministro Clini, ndr). La Commissione, inoltre, chiede di «estendere il sistema delle medesime agevolazioni fiscali anche agli interventi per la messa in sicurezza degli edifici dal rischio sismico».  

giovedì 26 aprile 2012

incentivi fotovoltaico: tempi difficili!

Il difficile futuro del comparto, più che i risultati di un 2011 tutto sommato positivo, è stato al centro della presentazione della quarta edizione del Solar energy report dell'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, anche quest'anno caduta nel mezzo dei cambiamenti normativi che stanno interessando il settore. Il varo dello schema di riforma del Conto energia da parte del Governo poche settimane fa, infatti, ha messo in secondo piano i numeri dello scorso anno, che pure hanno riservato diverse sorprese.

Innanzitutto il segno meno: nel 2011, al netto del Salva Alcoa, in Italia sono stati installati 5,65 GW, un dato significativo se si tiene conto del blocco di tre mesi provocato dalla complessa gestazione del quarto Conto energia, ma pur sempre il 6,6% in meno rispetto al 2010 dei record. L'arretramento è ancora più evidente se si prende in esame il volume d'affari generato dal comparto: in questo caso la diminuzione rispetto all'anno precedente è del 31% (14,8 miliardi di euro di fatturato), a causa soprattutto dell'evidente calo del prezzo chiavi in mano per tutti i segmenti di mercato, con conseguente riduzione dei margini per gli operatori. Tutto questo ha avuto un impatto anche sull'occupazione diretta del settore, diminuita del 3% in confronto al 2010 (18.000 unità). La tipologia prevalente di installazioni del 2011, inoltre, è stata diversa dalle aspettative: nonostante il quarto Conto energia cercasse di favorire la diffusione dei piccoli impianti, in realtà la quota del solare di taglia superiore a 1 MW è aumentata dal 22 al 31%. Inoltre la percentuale degli impianti su tetto non è andata oltre il 38% della potenza installata.

In questo scenario in chiaroscuro è letteralmente piombata la riforma del sistema di incentivazione: secondo l'analisi dei ricercatori del Politecnico, la sforbiciata alle tariffe prevista dallo schema predisposto dal Governo è rilevante. Si va infatti da un meno 38,5% (rispetto a quanto stabilito dal quarto Conto energia) per gli impianti di piccola taglia, a un massimo del -65% per quelli di grandi dimensioni. Questi ultimi rischiano di diventare non appetibili per gli investitori, mentre i piccoli lo saranno soltanto a patto di decise riduzioni dei prezzi per i clienti finali. L'applicazione del Registro per tutte le installazioni sopra i 12 KW, ossia poco più che residenziali, rischia inoltre di essere fortemente penalizzante per il settore.

«Il giudizio sul nuovo Conto energia è negativo - ha commentato Valerio Nataliza di Anie Gifi - perché si tratta di un provvedimento che non favorisce lo sviluppo del comparto. Con i criteri di accesso al Registro, non si faranno né impianti commerciali né industriali, al massimo si potranno installare 400-500 MW a semestre. Il budget stanziato rappresenta un altro punto negativo: i 6,5 miliardi annui di spesa cumulata per il fotovoltaico non garantiscono una diminuzione progressiva degli incentivi senza traumi ma, al contrario, il rischio è quello di far schiantare il mercato. Altra nota dolente è il Registro: si parla da anni di semplificazione e invece si introducono meccanismi che aumentano la burocrazia e i costi. Quantomeno il limite dei 12 kW andrebbe innalzato».

Anche secondo Gianni Chianetta, presidente di Assosolare, l'attuale formulazione del quinto Conto energia rende improbabile il raggiungimento dei 2-3 GW di nuova potenza installata annua auspicati dal Governo. Le previsioni degli analisti del Solar Energy report sono invece leggermente più ottimistiche, almeno per quanto riguarda il 2012, che si dovrebbe chiudere con 1,8 GW di nuova capacità. Più tiepide invece le stime per il 2013, con “soli” 1,5 GW di installato. Il dato di fiducia per il settore è rappresentato dalla grid parity, ossia la piena competitività con le fonti fossili, ormai molto vicina per il solare nazionale per effetto del deciso decremento del prezzo dei moduli.

mercoledì 25 aprile 2012

impianto seventy industry

DIBATTITO Il mondo delle rinnovabili si compatta contro la riforma degli incentivi Operatori e associazioni sono scesi in piazza a Roma per chiedere la revisione dei decreti governativi 19 Aprile 2012 Associazioni di categoria, lavoratori e imprenditori delle rinnovabili hanno manifestato ieri mattina a Roma davanti a Montecitorio per chiedere al Governo di rivedere gli schemi dei decreti sull'incentivazione delle fonti pulite elettriche. «Per la prima volta il mondo delle rinnovabili scende in piazza mostrando la sua forza e determinazione nell'impedire che nel nostro Paese si ponga fine allo sviluppo delle energie pulite come volano di crescita economica e di sostenibilità ambientale - ha dichiarato il vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini -. Il Governo, e in particolare il ministro Passera, hanno sbagliato nel metodo, approvando i decreti senza alcun confronto con le associazioni di settore, e nel merito, perché i testi sono pieni di impedimenti burocratici e di barriere agli investimenti che avrebbero l'effetto di fermare i successi realizzati in questi anni in termini di produzione di energia pulita e di nuova occupazione. I decreti devono essere cambiati e all'Esecutivo spetta la responsabilità di riaprire il confronto, perché il sistema di registri e aste, limiti annui e nuovi balzelli non ha paragoni al mondo per complessità». Secondo Anie/Gifi e Assosolare due sono i punti chiave, all'interno del decreto, sui quali gli imprenditori non sono disponibili a compromessi. Innanzitutto il ripristino dei 7 miliardi euro l'anno già contemplati dal quarto Conto energia come limite di spesa cumulato per gli incentivi al solare e l'innalzamento della soglia minima di potenza (fissata a 12 kW) per l'obbligo di accesso al Registro del Gse. La mobilitazione continuerà nelle prossime settimane per chiedere a Parlamento e amministrazioni regionali di impegnarsi per la modifica dei decreti, in particolare nel passaggio decisivo in Conferenza Stato-Regioni. Secondo gli operatori ci sono, infatti, tutte le condizioni per trovare un accordo che preveda l'eliminazione della burocrazia e degli extra costi per chi vuole realizzare gli impianti e al tempo stesso la garanzia di sussidi ridotti ma certi. La proposta delle associazioni è quella di prendere a modello il sistema adottato in Germania, che riduce gli incentivi progressivamente attraverso il confronto con le imprese, ma in maniera trasparente, senza tetti annui o burocrazia. «Proprio le fonti rinnovabili termiche ed elettriche, il risparmio e l'efficienza energetica sono la strada maestra per ridurre i costi delle bollette di famiglie e imprese che sono stati alla base delle polemiche delle ultime settimane - aggiunge Zanchini -. Pare, però, che per il Governo la questione si sia ridotta unicamente ai tagli alle rinnovabili, proprio come volevano i produttori di energia da carbone, petrolio e fonti fossili. Oltre a rinviare per l'ennesima volta i decreti sulle rinnovabili termiche che sono in attesa da settembre, nessuna proposta sta arrivando dal ministro Passera o dall'Autorità per l'energia per cancellare le tante voci di spesa insopportabili che ancora si trovano nelle bollette degli italiani o per ridare speranza ai consumatori dopo il fallimento delle offerte biorarie, proprio per i rincari nelle ore serali da parte delle aziende elettriche». Inoltre, secondo Anie Gifi e Assosolare, se si dovesse dare il via libera quinto Conto energia senza le opportune modifiche, il costo dell'energia elettrica sarebbe destinato ad aumentare ulteriormente. Un po' diversa è, invece, l'opinione di Luca Dal Fabbro, amministratore delegato di Domotecnica e vice presidente Aiget: «La protesta di Legambiente e delle associazioni di categoria contro i tagli al fotovoltaico e alle fonti rinnovabili da parte del Governo è in parte legittima ma va contestualizzata: di fronte alla necessità di adottare una politica per raggiungere gli obiettivi imposti dall'Ue, quella del Governo è una decisione controversa. Come ben rimarca la piazza, oltre ai tagli al fotovoltaico mancano politiche a sostegno di sistemi energetici efficienti altrettanto importanti, come il solare termico o la pompa di calore, che non hanno goduto e non godono dello stesso sistema di incentivazione generoso del fotovoltaico. La vera sfida oggi per il nostro Paese è quella di rendere più efficiente l'energia utilizzata visto che, per esempio, il patrimonio immobiliare italiano è energivoro e circa la metà dell'energia consumata viene sprecata. Si rende quindi necessario pensare in prima battuta a un concreto piano di supporto economico alle opere di riqualificazione di edifici e impianti e, in un secondo momento, focalizzare l'attenzione sugli incentivi alle rinnovabili. Inoltre, sostenere l'efficienza energetica rappresenterebbe un importante supporto allo sviluppo delle competenze e tecnologie nazionali come nel settore delle pompe di calore e caldaie a condensazione, cosa che invece non si può dire del fotovoltaico, la cui produzione viene sopratutto dall'estero».