Recentemente, l’utility indipendente per la fornitura di energia elettrica ha reso noto il passaggio della propria company Rete Rinnovabile (attiva nel settore del fotovoltaico) già controllata per il 100% da Terna attraverso la SunTergrid SpA, al fondo di private equity Terra Firma.
Il valore dell’operazione è stato stimato fra i 620 e i 670 milioni di euro: una quota che potrà variare modularmente in base agli impianti che, il prossimo 31 marzo (data di chiusura dell’operazione) beneficeranno degli incentivi previsti dal Conto Energia 2010 o dal Conto Energia per i primi mesi del 2011, e subordinata a una serie di condizioni, fra le quali l’approvazione del Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2010 per Rete Rinnovabile.
A conti fatti, indicano i dirigenti del Gruppo che fa capo a Flavio Cattaneo, l’operazione potrà permettere ai nuovi gestori di Rete Rinnovabile un aumento del 10%della potenza da impianti fotovoltaici sul territorio nazionale (che attualmente sviluppa fino a 150 MW), e ottenere un risparmio di 135mila tonnellate nelle emissioni di CO2.
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martedì 25 gennaio 2011
News GSE
Il GSE, Gestore dei Servizi Energetici, nel corso di un’audizione in Commissione al Senato, ha fatto presente come al 31 dicembre 2010, per quel che riguarda gli impianti di produzione di energia con il fotovoltaico, la potenza installata complessiva potrebbe aver raggiunto i 7.000 MW. Questo è quanto si legge in un comunicato emesso in data odierna, martedì 25 gennaio 2011, proprio dal GSE nel precisare come la stima sulla potenza complessiva installata non riguardi impianti che ancora sono stati tutti connessi alla rete elettrica.
Questo perché, a fronte della dichiarazione di fine lavori presentata entro il 31 dicembre dello scorso anno, la Legge numero 129/2010 permette il riconoscimento delle tariffe incentivanti del secondo Conto Energia anche se questi impianti non ancora connessi alla rete elettrica nazionale vengono fatti entrare in esercizio entro il mese di giugno del 2011.
Intanto alla fine dello scorso anno gli impianti fotovoltaici in esercizio erano oltre 140 mila a fronte di una potenza complessiva installata pari a 2.800 MW; pur tuttavia, da qui alla fine del prossimo mese di febbraio, tenendo conto delle domande che continueranno ad arrivare, e che sono sempre relative allo scorso anno, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) stima che la potenza installata complessiva potrebbe aver toccato il livello dei 3.000 MW a fronte di un totale di oltre 150 mila impianti.In base a queste stime solo nel 2010 in Italia si otterrebbe un livello di nuova potenza installata pari a 1.850 MW con un’impennata del 160% rispetto ai 711 MW di nuova potenza installata che sono entrati in esercizio nell’anno 2009. In aggiunta agli impianti in esercizio, considerando che il GSE ha acquisito comunicazioni per altri 55 mila impianti circa per una potenza pari a 4.000 MW, si arriva complessivamente ai 7.000 MW complessivi sopra indicati. E per il 2011 il GSE, di conseguenza, prevede che possa essere raggiunto l’obiettivo degli 8.000 MW di potenza da fotovoltaico previsto per l’anno 2020 dal Piano di Azione Nazionale.
Questo perché, a fronte della dichiarazione di fine lavori presentata entro il 31 dicembre dello scorso anno, la Legge numero 129/2010 permette il riconoscimento delle tariffe incentivanti del secondo Conto Energia anche se questi impianti non ancora connessi alla rete elettrica nazionale vengono fatti entrare in esercizio entro il mese di giugno del 2011.
Intanto alla fine dello scorso anno gli impianti fotovoltaici in esercizio erano oltre 140 mila a fronte di una potenza complessiva installata pari a 2.800 MW; pur tuttavia, da qui alla fine del prossimo mese di febbraio, tenendo conto delle domande che continueranno ad arrivare, e che sono sempre relative allo scorso anno, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) stima che la potenza installata complessiva potrebbe aver toccato il livello dei 3.000 MW a fronte di un totale di oltre 150 mila impianti.In base a queste stime solo nel 2010 in Italia si otterrebbe un livello di nuova potenza installata pari a 1.850 MW con un’impennata del 160% rispetto ai 711 MW di nuova potenza installata che sono entrati in esercizio nell’anno 2009. In aggiunta agli impianti in esercizio, considerando che il GSE ha acquisito comunicazioni per altri 55 mila impianti circa per una potenza pari a 4.000 MW, si arriva complessivamente ai 7.000 MW complessivi sopra indicati. E per il 2011 il GSE, di conseguenza, prevede che possa essere raggiunto l’obiettivo degli 8.000 MW di potenza da fotovoltaico previsto per l’anno 2020 dal Piano di Azione Nazionale.
martedì 18 gennaio 2011
LA REGIONE LOMBARIA HA
La Regione Lombardia ha pubblicato due bandi per la realizzazione di impianti solari termici
Il primo bando riguarda la realizzazione di interventi a valenza dimostrativa e particolarmente significativi nel campo delle tecnologie solari termiche, anche per scopi diversi dalla climatizzazione invernale ed estiva. I progetti dovranno essere finalizzati al soddisfacimento dei fabbisogni energetici nell’ambito di edifici situati in Regione Lombardia di proprietà pubblica, destinati a uso pubblico o ad uso residenziale.
Le risorse finanziarie messe a disposizione sono pari a 2.000.000 di euro.
Per ogni proposta, il contributo concesso è pari al 50% dei costi ammissibili al lordo dell’IVA, sino ad un massimo di 500.000 euro.
Possono beneficiare dei contributi previsti dal bando gli Enti locali, le associazioni o consorzi, ALER, fondazioni pubbliche e società a capitale interamente pubblico, organismi pubblici di ricerca ed aziende sanitarie pubbliche.
I progetti finanziati dovranno essere basati sull’uso innovativo del calore prodotto dall’energia solare e avere un'alta valenza dimostrativa. In particolare, i progetti dovranno appartenere ad una delle tre seguenti linee di sviluppo tecnologico :
impiego innovativo della tecnologia solare per la coltura e produzione delle biomasse
impianti solari termici per la produzione di calore a media temperatura (fino a 250°C). Il calore prodotto potrà essere destinato a scopi diversi: ad esempio, climatizzazione estiva e invernale, produzione di vapore, refrigerazione, ecc.
impianti ibridi di climatizzazione estiva e invernale ad alta copertura solare: l'impianto ibrido prevede l'impiego combinato di tecnologie a energia solare con tecnologie tradizionali per la climatizzazione estiva e invernale degli edifici, ivi inclusa quella geotermica a bassa entalpia.
Le domande, complete dei dati e della documentazione richiesta, dovranno essere presentate entro e non oltre 90 giorni dalla pubblicazione del bando sul Bollettino Ufficiale della Regione.
Il secondo bando riguarda la realizzazione di impianti solari termici al servizio di edifici pubblici ad uso pubblico o residenziale. Il bando definisce i requisiti e le procedure per l'assegnazione e l'erogazione del contributo pubblico a fondo perduto per la realizzazione degli impianti su edifici già esistenti e situati in Regione Lombardia.
Le tipologie impiantistiche per le quali è possibile chiedere il contributo sono le seguenti:
impianti solari per la produzione di acqua calda sanitaria
impianti solari per il riscaldamento degli ambienti
impianti solari termici combinati (combi-plus)
impianti di solar cooling per il raffrescamento degli ambienti
Lo stanziamento finanziario complessivo è di quasi 7 milioni di euro.
Possono beneficiare dei contributi previsti dal bando gli Enti locali e le associazioni o consorzi, ALER, fondazioni pubbliche e società a capitale interamente pubblico che siano proprietari di istituti di formazione/istruzione, case di ricovero e cura, strutture sportive, ricreative e socio-assistenziali, edifici ad uso residenziale, edifici ad uso istituzionale.
Il primo bando riguarda la realizzazione di interventi a valenza dimostrativa e particolarmente significativi nel campo delle tecnologie solari termiche, anche per scopi diversi dalla climatizzazione invernale ed estiva. I progetti dovranno essere finalizzati al soddisfacimento dei fabbisogni energetici nell’ambito di edifici situati in Regione Lombardia di proprietà pubblica, destinati a uso pubblico o ad uso residenziale.
Le risorse finanziarie messe a disposizione sono pari a 2.000.000 di euro.
Per ogni proposta, il contributo concesso è pari al 50% dei costi ammissibili al lordo dell’IVA, sino ad un massimo di 500.000 euro.
Possono beneficiare dei contributi previsti dal bando gli Enti locali, le associazioni o consorzi, ALER, fondazioni pubbliche e società a capitale interamente pubblico, organismi pubblici di ricerca ed aziende sanitarie pubbliche.
I progetti finanziati dovranno essere basati sull’uso innovativo del calore prodotto dall’energia solare e avere un'alta valenza dimostrativa. In particolare, i progetti dovranno appartenere ad una delle tre seguenti linee di sviluppo tecnologico :
impiego innovativo della tecnologia solare per la coltura e produzione delle biomasse
impianti solari termici per la produzione di calore a media temperatura (fino a 250°C). Il calore prodotto potrà essere destinato a scopi diversi: ad esempio, climatizzazione estiva e invernale, produzione di vapore, refrigerazione, ecc.
impianti ibridi di climatizzazione estiva e invernale ad alta copertura solare: l'impianto ibrido prevede l'impiego combinato di tecnologie a energia solare con tecnologie tradizionali per la climatizzazione estiva e invernale degli edifici, ivi inclusa quella geotermica a bassa entalpia.
Le domande, complete dei dati e della documentazione richiesta, dovranno essere presentate entro e non oltre 90 giorni dalla pubblicazione del bando sul Bollettino Ufficiale della Regione.
Il secondo bando riguarda la realizzazione di impianti solari termici al servizio di edifici pubblici ad uso pubblico o residenziale. Il bando definisce i requisiti e le procedure per l'assegnazione e l'erogazione del contributo pubblico a fondo perduto per la realizzazione degli impianti su edifici già esistenti e situati in Regione Lombardia.
Le tipologie impiantistiche per le quali è possibile chiedere il contributo sono le seguenti:
impianti solari per la produzione di acqua calda sanitaria
impianti solari per il riscaldamento degli ambienti
impianti solari termici combinati (combi-plus)
impianti di solar cooling per il raffrescamento degli ambienti
Lo stanziamento finanziario complessivo è di quasi 7 milioni di euro.
Possono beneficiare dei contributi previsti dal bando gli Enti locali e le associazioni o consorzi, ALER, fondazioni pubbliche e società a capitale interamente pubblico che siano proprietari di istituti di formazione/istruzione, case di ricovero e cura, strutture sportive, ricreative e socio-assistenziali, edifici ad uso residenziale, edifici ad uso istituzionale.
domenica 16 gennaio 2011
Alimentazione e durata di vita dei led
L'alimentazione dei LED di potenza
I LED di potenza devono essere alimentati a corrente costante. La tensione su LED è in stretta relazione con il colore della luce emessa, con la temperatura e la tolleranza di costruzione del LED stesso. L'alimentatore per LED ha il compito di mantenere e controllare con precisione la corrente che circola nel circuito; una corrente troppo elevata distrugge i LED in pochi secondi, mentre una corrente troppo debole ne limita la resa luminosa. Per garantire una corrente costante, tutti i LED di un circuito devono essere collegati in serie; un eventuale collegamento in parallelo (quello comunemente usato per le lampadine alogene) può distruggere i LED in breve tempo. Gli alimentatori hanno l'uscita isolata e la tensione massima non è mai pericolosa sempre entro il regime SELV. Inoltre, gli alimentatori devono essere conformi alla nuova norma europea EN60347.
Durata di vita dei LED di potenza
E' opinione comune che tutti i LED abbiano una durata di 100.000 ore. Considerando che 100.000 ore corrispondono a più di 11 anni (24 ore su 24, sette giorni su sette, si intuisce che è molto difficile fare dei test di vita reali per questi prodotti. I ricercatori hanno quindi definito dei test convenzionali per stimare la vita dei LED, basandoli su cicli relativamente brevi. Diversamente dalle sorgenti di luce tradizionali il LED non "brucia" ma nel tempo riduce l'intensità della luce emessa. Sebbene non esista ancora uno standard industriale che definisca la vita del LED, i produttori più importanti fissano il termine della vita quando il LED raggiunge l'80% della emissione di luce iniziale. Nei test condotti dal produttore, i LED Cree XR-E hanno pressoché mantenuto il valore di lumen iniziale dopo 13.000 ore di funzionamento con Ta= 25°C e I=700 mA: dall'analisi di questi dati si determina il raggiungimento dell'80% del flusso iniziale dopo 50.000 ore di funzionamento. La durata di vita dei LED è assicurata da un'attenta progettazione termica dell'apparecchio illuminante. Il calore generato dal LED deve essere controllato e smaltito in modo tale da garantire il mantenimento del flusso di luce.
I LED di potenza devono essere alimentati a corrente costante. La tensione su LED è in stretta relazione con il colore della luce emessa, con la temperatura e la tolleranza di costruzione del LED stesso. L'alimentatore per LED ha il compito di mantenere e controllare con precisione la corrente che circola nel circuito; una corrente troppo elevata distrugge i LED in pochi secondi, mentre una corrente troppo debole ne limita la resa luminosa. Per garantire una corrente costante, tutti i LED di un circuito devono essere collegati in serie; un eventuale collegamento in parallelo (quello comunemente usato per le lampadine alogene) può distruggere i LED in breve tempo. Gli alimentatori hanno l'uscita isolata e la tensione massima non è mai pericolosa sempre entro il regime SELV. Inoltre, gli alimentatori devono essere conformi alla nuova norma europea EN60347.
Durata di vita dei LED di potenza
E' opinione comune che tutti i LED abbiano una durata di 100.000 ore. Considerando che 100.000 ore corrispondono a più di 11 anni (24 ore su 24, sette giorni su sette, si intuisce che è molto difficile fare dei test di vita reali per questi prodotti. I ricercatori hanno quindi definito dei test convenzionali per stimare la vita dei LED, basandoli su cicli relativamente brevi. Diversamente dalle sorgenti di luce tradizionali il LED non "brucia" ma nel tempo riduce l'intensità della luce emessa. Sebbene non esista ancora uno standard industriale che definisca la vita del LED, i produttori più importanti fissano il termine della vita quando il LED raggiunge l'80% della emissione di luce iniziale. Nei test condotti dal produttore, i LED Cree XR-E hanno pressoché mantenuto il valore di lumen iniziale dopo 13.000 ore di funzionamento con Ta= 25°C e I=700 mA: dall'analisi di questi dati si determina il raggiungimento dell'80% del flusso iniziale dopo 50.000 ore di funzionamento. La durata di vita dei LED è assicurata da un'attenta progettazione termica dell'apparecchio illuminante. Il calore generato dal LED deve essere controllato e smaltito in modo tale da garantire il mantenimento del flusso di luce.
Fascio luminoso dei led
Fascio Luminoso
La luce del LED, per come é strutturato il LED-Chip di potenza, è omnidirezionale: la geometria del package del LED è studiata in modo che il fascio luminoso uscente abbia un angolo di 75° - 100° ed è in preparazione il 140°. All’interno della proiezione la luminosità sarà pari almeno alla metà del massimo. Sono state realizzate anche lenti supplementari per meglio concentrare il fascio luminoso e cioè fascio stretto (8÷12°), fascio medio (25÷30°), fascio largo (40÷45°) e larghissimo (45÷60°). I dati di luminosità sono espressi in Lux alla distanza di 1 metro (che corrisponde al valore di luminosità espresso in candele e ciò significa che ad 1 metro i valori espressi in lux e in candele coincidono). Se per motivi di progetto si vuole sapere il valore di luminosità in lux a distanze diverse da 1 metro bisognerà ricordare che diminuisce con il quadrato della distanza. Pertanto 1.000 Lux ad un metro corrispondono a 1000/(2x2) = 250 Lux a due metri e a 1000/(3x3) = 111,11 a tre metri.
Regolazione dell'intensità luminosa dei LED
I LED sono dimmerabili senza alterazione del colore. I LED di potenza hanno, per costruzione, una soglia di intervento fissa (tensione di giunzione) e non modulabile. Gli alimentatori dei LED di potenza, dovendo alimentare a corrente costante, dispongono di una uscita stabilizzata che assicura la lunga durata di vita al LED.
Per questi due motivi, per poter intervenire sull'intensità di luce dei LED è necessario ricorrere a speciali alimentatori che prevedano il pilotaggio mediante circuiti realizzati normalmente in PWM (Pulse With Modulation) ovvero con modulazione della larghezza dell'impulso.
La luce del LED, per come é strutturato il LED-Chip di potenza, è omnidirezionale: la geometria del package del LED è studiata in modo che il fascio luminoso uscente abbia un angolo di 75° - 100° ed è in preparazione il 140°. All’interno della proiezione la luminosità sarà pari almeno alla metà del massimo. Sono state realizzate anche lenti supplementari per meglio concentrare il fascio luminoso e cioè fascio stretto (8÷12°), fascio medio (25÷30°), fascio largo (40÷45°) e larghissimo (45÷60°). I dati di luminosità sono espressi in Lux alla distanza di 1 metro (che corrisponde al valore di luminosità espresso in candele e ciò significa che ad 1 metro i valori espressi in lux e in candele coincidono). Se per motivi di progetto si vuole sapere il valore di luminosità in lux a distanze diverse da 1 metro bisognerà ricordare che diminuisce con il quadrato della distanza. Pertanto 1.000 Lux ad un metro corrispondono a 1000/(2x2) = 250 Lux a due metri e a 1000/(3x3) = 111,11 a tre metri.
Regolazione dell'intensità luminosa dei LED
I LED sono dimmerabili senza alterazione del colore. I LED di potenza hanno, per costruzione, una soglia di intervento fissa (tensione di giunzione) e non modulabile. Gli alimentatori dei LED di potenza, dovendo alimentare a corrente costante, dispongono di una uscita stabilizzata che assicura la lunga durata di vita al LED.
Per questi due motivi, per poter intervenire sull'intensità di luce dei LED è necessario ricorrere a speciali alimentatori che prevedano il pilotaggio mediante circuiti realizzati normalmente in PWM (Pulse With Modulation) ovvero con modulazione della larghezza dell'impulso.
Efficienza luminosa dei led
Efficienza Luminosa (lumen/watt)
- Lampada incandescenza 13.8 Lm/W
- Lampada alogena a bassa tensione 23.0 Lm/W
- LED CREE XR-E (produzione 2006) da 67 Lm/W a 104 Lm/W
- Lampada a fluorescenza compatta 60.0 Lm/W
- Lampada a fluorescenza T8 93.0 Lm/W
- Lampada a luminescenza ad alta intensità (HID) 107 Lm/W
Ad esempio, il rendimento luminoso di una lampadina alogena è di 14 lumen per ogni watt, quindi una lampadina alogena da 25 W produrrà un flusso luminoso di 14 x 25 = 350 lumen; i LED di potenza Xr-E attualmente in produzione hanno un rendimento luminoso di circa 74 lumen per ogni W, quindi un modulo da 3 LED da 1 W produrrà un flusso luminoso di 74 x 3 = 222 lumen a 350mA se li alimentiamo a 700mA il flusso luminoso complessivo sarà di 355 Lumen. Il Lumen indica la quantità di luce emessa ma è il lux ad indicare la quantità di luce percepita. Si tratta dell’unità di misura che indica la quantità di luce per unità di superficie.
EFFICIENZA ENERGETICA:
Molti pensano che una lampada di potenza più elevata produrrà sempre una quantità di luce maggiore di quella prodotta da una di potenza inferiore. In questo modo si confonde il flusso luminoso, che si misura in Lumen, con la potenza assorbita, che si misura in Watt. In effetti, una lampada fluorescente da 20 W può produrre la stessa quantità di luce utile di una lampada ad incandescenza da 100 Watt. L'unico modo preciso di esprimere l'efficienza energetica di una sorgente luminosa è il rapporto tra il numero di lumen prodotti per ciascun watt consumato. Nel mondo moderno, sempre più attento ai consumi energetici, la caratteristica Lm/W (lumen per watt) è tra le più critiche. I LED di ultima generazione come il Cree 7090 XRE-Q5 sono in grado di produrre un flusso luminoso di 70 Lumen per un Watt di potenza assorbita.
FLUSSO LUMINOSO
Il flusso luminoso esprime la quantità totale di energia luminosa emessa da una sorgente in un intervallo di tempo. Il flusso non dà alcuna informazione sulla qualità della luce, né sulla sua distribuzione nello spazio.Se immaginiamo di fare un paragone fra la luce e l'acqua, una sorgente luminosa può essere paragonata ad un rubinetto aperto, e il flusso luminoso esprime la quantità di litri che fuoriescono dal rubinetto in un secondo. Il flusso viene indicato con la lettera greca (Phi) e si misura in lumen (abbreviazione: lm). Il flusso è una grandezza molto utile per descrivere e confrontare le lampade tradizionali ed i nuovi sistemi di illuminazione a stato solido LED.
- Lampada incandescenza 13.8 Lm/W
- Lampada alogena a bassa tensione 23.0 Lm/W
- LED CREE XR-E (produzione 2006) da 67 Lm/W a 104 Lm/W
- Lampada a fluorescenza compatta 60.0 Lm/W
- Lampada a fluorescenza T8 93.0 Lm/W
- Lampada a luminescenza ad alta intensità (HID) 107 Lm/W
Ad esempio, il rendimento luminoso di una lampadina alogena è di 14 lumen per ogni watt, quindi una lampadina alogena da 25 W produrrà un flusso luminoso di 14 x 25 = 350 lumen; i LED di potenza Xr-E attualmente in produzione hanno un rendimento luminoso di circa 74 lumen per ogni W, quindi un modulo da 3 LED da 1 W produrrà un flusso luminoso di 74 x 3 = 222 lumen a 350mA se li alimentiamo a 700mA il flusso luminoso complessivo sarà di 355 Lumen. Il Lumen indica la quantità di luce emessa ma è il lux ad indicare la quantità di luce percepita. Si tratta dell’unità di misura che indica la quantità di luce per unità di superficie.
EFFICIENZA ENERGETICA:
Molti pensano che una lampada di potenza più elevata produrrà sempre una quantità di luce maggiore di quella prodotta da una di potenza inferiore. In questo modo si confonde il flusso luminoso, che si misura in Lumen, con la potenza assorbita, che si misura in Watt. In effetti, una lampada fluorescente da 20 W può produrre la stessa quantità di luce utile di una lampada ad incandescenza da 100 Watt. L'unico modo preciso di esprimere l'efficienza energetica di una sorgente luminosa è il rapporto tra il numero di lumen prodotti per ciascun watt consumato. Nel mondo moderno, sempre più attento ai consumi energetici, la caratteristica Lm/W (lumen per watt) è tra le più critiche. I LED di ultima generazione come il Cree 7090 XRE-Q5 sono in grado di produrre un flusso luminoso di 70 Lumen per un Watt di potenza assorbita.
FLUSSO LUMINOSO
Il flusso luminoso esprime la quantità totale di energia luminosa emessa da una sorgente in un intervallo di tempo. Il flusso non dà alcuna informazione sulla qualità della luce, né sulla sua distribuzione nello spazio.Se immaginiamo di fare un paragone fra la luce e l'acqua, una sorgente luminosa può essere paragonata ad un rubinetto aperto, e il flusso luminoso esprime la quantità di litri che fuoriescono dal rubinetto in un secondo. Il flusso viene indicato con la lettera greca (Phi) e si misura in lumen (abbreviazione: lm). Il flusso è una grandezza molto utile per descrivere e confrontare le lampade tradizionali ed i nuovi sistemi di illuminazione a stato solido LED.
sabato 15 gennaio 2011
Colore della luce e resa cromatica dei LED di potenza a luce bianca
Colore della luce e resa cromatica dei LED di potenza a luce bianca
Il colore della luce dei LED é classificato in warm white (temperatura di colore da 3.000 a 4.000 K) e cool white (temperatura di colore da 5.000 a 8000 K). La maggior parte dei LED bianchi emette una luce con una temperatura di colore di 5500 K, più "fredda" di quella delle lampade a incandescenza ed ha un CRI (Colour Rendering Index) cioè indice di resa del colore di 60-70, sia a 3200 K che a 5500 K. I LED XR-E "cool white" emettono una luce con temperatura di colore tipica di 5500 K ed hanno un CRI pari ad 80, valore molto vicino a quello delle sorgenti luminose ad incandescenza, offrendo quindi un rendering colorimetrico eccellente. I nuovi LED XR-E "warm white" emettono una luce molto brillante, con una temperatura di colore di 3250 K e sono quindi una valida alternativa alle lampadine a incandescenza, mantenendo sempre un CRI di 80.
TEMPERATURE DI COLORE:
- Cielo blu 12-20.000 K
- Luce estiva (sole e cielo) 6500 K
- Lampada allo Xenon 6400 K
- Tubo fluorescente "daylight" 6300 K
- Lampada al mercurio 5900 K
- LED Cree XR-E "cool white" LED 5500 K
- Luce del sole (mezzogiorno, estate, media latitudine) 5400 K
- Lampada fluorescente per design 5200 K
- Lampada fluorescente per analisi del colore Special 5000 K
- Luce del sole (mattino e tardo pomeriggio) 4300 K
- Lampada al mercurio 4000 K
- Luce del sole (1 ora dopo l'alba) 3500 K
- Tubo fluorescente "cool white" 3400 K
- LED "warm white" XR-E LED 3250 K
- Lampada alogena 100W 100-watt 3000 K
- Tubo fluorescente "warm white" 2950 K
- Lampada incandescenza 100W 100-watt 2870 K
- Lampada incandescenza 40W 40-watt 2500 K
- Lampada al sodio 2100 K
- Luce del sole (alba, tramonto) 2000 K
- Fiamma della candela 1850-1900 K
- Fiamma del fiammifero 1700 K
Il colore della luce dei LED é classificato in warm white (temperatura di colore da 3.000 a 4.000 K) e cool white (temperatura di colore da 5.000 a 8000 K). La maggior parte dei LED bianchi emette una luce con una temperatura di colore di 5500 K, più "fredda" di quella delle lampade a incandescenza ed ha un CRI (Colour Rendering Index) cioè indice di resa del colore di 60-70, sia a 3200 K che a 5500 K. I LED XR-E "cool white" emettono una luce con temperatura di colore tipica di 5500 K ed hanno un CRI pari ad 80, valore molto vicino a quello delle sorgenti luminose ad incandescenza, offrendo quindi un rendering colorimetrico eccellente. I nuovi LED XR-E "warm white" emettono una luce molto brillante, con una temperatura di colore di 3250 K e sono quindi una valida alternativa alle lampadine a incandescenza, mantenendo sempre un CRI di 80.
TEMPERATURE DI COLORE:
- Cielo blu 12-20.000 K
- Luce estiva (sole e cielo) 6500 K
- Lampada allo Xenon 6400 K
- Tubo fluorescente "daylight" 6300 K
- Lampada al mercurio 5900 K
- LED Cree XR-E "cool white" LED 5500 K
- Luce del sole (mezzogiorno, estate, media latitudine) 5400 K
- Lampada fluorescente per design 5200 K
- Lampada fluorescente per analisi del colore Special 5000 K
- Luce del sole (mattino e tardo pomeriggio) 4300 K
- Lampada al mercurio 4000 K
- Luce del sole (1 ora dopo l'alba) 3500 K
- Tubo fluorescente "cool white" 3400 K
- LED "warm white" XR-E LED 3250 K
- Lampada alogena 100W 100-watt 3000 K
- Tubo fluorescente "warm white" 2950 K
- Lampada incandescenza 100W 100-watt 2870 K
- Lampada incandescenza 40W 40-watt 2500 K
- Lampada al sodio 2100 K
- Luce del sole (alba, tramonto) 2000 K
- Fiamma della candela 1850-1900 K
- Fiamma del fiammifero 1700 K
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